ABBANDONATO DOPO IL TERREMOTO: LA VIA DEL SALE CHIEDE DI POTER INTERVENIRE IN AIUTO DI ERMINIO

Sedetevi, prendetevi due minuti, perché ora vi raccontiamo una storia davvero singolare.

Una storia che comincia nel lontano 1953 a Cittaducale, nella provincia di Rieti, dove nasce un bambino. Sarà chiamato Erminio. Erminio cresce nel comune reatino finchè ormai adolescente si trasferisce nel comune di Posta con la sua famiglia. Siamo nei primi anni ’70. Qui Erminio diventa prima un giovane uomo e poi un giovane marito. Gli anni passano, ne passano quasi quaranta prima che nella vita di Erminio qualcosa si rompa. Arriva la separazione e nel 2009 Erminio si trasferisce a Monteleone Sabino, dove acquisisce la nuova residenza. Ma purtroppo neanche qui le cose vanno bene.

Il 28 febbraio 2016 Erminio ritorna a Posta: non possiede più niente. Non ha una casa, non ha un lavoro, ma almeno ha amicizie e affetti. Un po’ qui, un po’ lì, riesce a trovare ospitalità per qualche mese. Compie però quello che scopriremo essere un errore, forse per ingenuità, forse per mancanza di tempo: non riporta immediatamente la sua residenza a Posta ma la mantiene a Monteleone Sabino.

Così, quando nell’agosto del 2016 il terremoto rende inagibile la casa a Posta dove era ospitato, Erminio si ritrova in una condizione estremamente singolare: non solo non ha più un posto dove dormire, ma non essendo formalmente residente a Posta, né proprietario di una casa, non ha neanche diritto a tutti gli aiuti ai quali hanno diritto le persone colpite dal terremoto: né al Contributo di Autonoma Sistemazione (l’assegno mensile che lo Stato versa alle persone colpite dal sisma), né tantomeno ad una SAE (la famosa casetta dello Stato). Erminio si ritrova letteralmente abbandonato a sé stesso.

Con forza reagisce, rimedia una roulotte da una associazione e lì vive per oltre un anno, posizionandola prima all’interno di un giardino di un amico e ora, terminata la gentile ospitalità, in un’area messa a disposizione dall’adiacente comune di Borbona (ottenuta per intercessione dei Servizi Sociali).
Nel frattempo, Erminio cerca di regolarizzare la sua posizione, richiedendo la residenza al Comune di Posta così da poter accedere agli aiuti di cui ha diritto. La bastonata arriva il 13 gennaio 2018, quando l’Anagrafe dispone l’annullamento del cambio di residenza, perché “da informazioni assunte dal Comando di Polizia Municipale è emerso che la suddetta persona non ha la dimora abituale in questo comune”.

Vengono così negati ad Erminio non solo gli aiuti statali, ma al livello ancora più fondamentale gli viene violato un Diritto Umano. Perché – ancora non lo abbiamo detto – per usare i servizi igienici Erminio deve uscire dalla roulotte, cosa che in un territorio di montagna in cui la temperatura scende regolarmente sotto zero, rappresenta un forte disagio e rischio per la sua salute, violando quindi in maniera chiara l’Articolo 25 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani: “Ogni essere umano ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione, alle cure mediche e ai servizi sociali necessari”.

Noi ragazzi de La Via del Sale crediamo fortemente nel rispetto dei Diritti Umani e abbiamo una potenziale soluzione al problema. Dopo aver tentato invano un approccio privato con il comune di Posta, chiediamo pubblicamente di metterci a disposizione un terreno raggiungibile dalla strada che sia dotato di allacci fognari, elettrici e idrici, nel quale poter posizionare una casetta su ruote, dotata di bagno e di riscaldamento, nella quale Erminio possa vivere nel pieno rispetto dei diritti umani.
Precisiamo inoltre che ci occuperemmo di coprire interamente le spese di acquisto, trasporto e posizionamento della casetta.

Alternativamente, in caso di indisponibilità di un siffatto terreno, chiediamo che a Erminio venga fornito un alloggio in cui possa vivere nel rispetto dei più basilari diritti che caratterizzano la famiglia umana.

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