Trentunesima casetta consegnata: Località Cossara (Amatrice)

Il progetto Una Casetta per Amatrice, come ben sapete, ha dato un tetto a 110 persone. Un numero che include bambini, anziani, tantissimi disabili, tutti accomunati dallo stesso infame destino: vittime due volte, per i danni del terremoto e per i ritardi burocratici.

Se non ci fosse stato il volontariato, queste persone sarebbero ancora a patire l’angosciante attesa di avere una propria abitazione che, seppur su ruote, è quanto più di più simile ad una casa.

Se non ci fossero stati “donatori di generosità”, non si sarebbe potuto far nulla di ciò che invece è stato fatto. Chi con il denaro, chi con la diffusione del nostro appello, siamo stati un ingranaggio solidale perfetto.

La 31esima casetta del progetto è stata consegnata in una frazione di Amatrice, Cossara. Claudia era impiegata in un supermercato nel centro di Amatrice, almeno fino all’arrivo del terremoto. La notte del 24 agosto 2016 si precipita fuori casa insieme a suo figlio, nel tentativo di aiutare i soccorsi ad estrarre le persone rimaste sotto le macerie. Nonostante la casa di Claudia sia rimasta lievemente lesionata dal terremoto, la sua famiglia decide di trasferirsi in roulotte: c’è troppa paura e la terra continua a tremare.

Lì dentro sopportano la scossa di ottobre, ma con l’arrivo del freddo però, le cose cambiano drasticamente: quella minuscola roulottina da condividere con i suoi genitori e con suo figlio, diventa una cella frigorifera. I due anziani si ammalano gravemente, e poco dopo i problemi di salute iniziano anche per suo figlio. Si sceglie di tornare dentro casa, e sperare che i danni della struttura reggano a tutte quelle scosse. Ma a gennaio ecco tornare una nuova scossa, fortissima e mostruosa, che rende totalmente inagibile la loro abitazione. Il ritorno in roulotte è forzato con tutti i disagi che esso comporta, tra i quali l’impossibilità di rimanere dentro durante l’estate (tanto da sistemare una tenda all’esterno). Da cella frigorifera ad un vero e proprio forno: la loro roulotte si trasforma a seconda della stagione. Finalmente arrivano le buone notizie, il supermercato dove lavorava Claudia, ha riaperto nella nuova area commerciale e sta assumendo dipendenti. Un po di speranza, tuttavia destinata a sfumare: tra quei nomi, il suo non c’è.

Senza una casa, senza lavoro. Quanto si può resistere in questa precarietà? A questa famiglia abbiamo scelto di donare la nostra 31esima casetta, perchè ogni tanto ci vuole un raggio di sole.

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