L’ospedale di Amatrice – Il Governo Tedesco dona 6 milioni per ricostruire l’ospedale, ma c’è polemica su dove farlo. Ecco le nostre motivazioni.

Per chi non lo sapesse, prima del terremoto, l’ospedale Grifoni si trovava ad Amatrice, all’entrata del paese, ovvero in una posizione difficile da raggiungere da molte frazioni amatriciane – per non parlare degli altri comuni circostanti – cosa che ha contribuito al netto calo dell’utenza, tanto che si era parlato più volte di chiuderlo. Pensate, le persone preferivano fare 30 km in più e andare a Rieti o ad Ascoli, piuttosto che ad Amatrice.

Poi è arrivato il terremoto e l’ospedale è andato distrutto.

Pochi giorni fa la Germania ha donato 6 milioni di euro per ricostruirlo, i quali si andranno ad aggiungere ad altri fondi dello Stato italiano. Un’ottima notizia, che ci pone però di fronte a due possibilità:

– rifare l’ospedale dove si trovava, all’ingresso di Amatrice, difficile da raggiungere dalla popolazione limitrofa, con il rischio che fra dieci anni debba essere chiuso, risultando uno spreco di soldi;

– investire i soldi in un progetto di più ampio respiro: rifare l’ospedale lungo la via Salaria ed avere una struttura che non soddisfi soltanto il fabbisogno delle poche centinaia di persone che risiedono con continuità ad Amatrice paese, ma anche delle migliaia di abitanti che vivono nelle frazioni di Amatrice e nei comuni circostanti.

La risposta sembrerebbe banale, ma il Sindaco di Amatrice ha sorpreso tutti dicendo che lo rivuole rifare dove era, ad Amatrice paese.

Perché questa scelta?

1) In un virgolettato del 1 agosto, si legge così: “questa e’ la parola data” – Sergio Pirozzi [1].

Con rispetto parlando, non crediamo questa sia una buona motivazione. Anzi, siamo convinti che il Governo Tedesco sarebbe molto contento di sapere che la sua donazione andrà ad aiutare migliaia di persone e non soltanto centinaia.

2) In un altro virgolettato, sempre del 1 agosto, si legge: “Quando c’era da battagliare sull’ospedale, il sindaco di Amatrice ha fatto la solitaria, senza nessuno al suo fianco, se non la sua gente” – Sergio Pirozzi [2]

Siamo sempre stati dalla parte dell’ospedale, firmando contro la sua chiusura. Ma, al di là di questo, crediamo che un amministratore pubblico debba essere mosso da un senso di efficienza e di equità, e non da un senso di vendetta.

3) Infine, la discussione è stata rilanciata in un comunicato stampa del 19 settembre firmato dai sindaci di 9 comuni del cratere che chiedono di rifare l’ospedale lungo la via Salaria. In questo comunicato si legge un’altra motivazione per non delocalizzare la struttura: “non ci sono terreni”. [3]

Come sottolineato dai nove sindaci invece, vi sono dei terreni lungo la via Salaria, all’altezza di Torrita. Certo, richiederà del tempo fare verifiche più approfondite, ma lo richiederà anche demolire il vecchio ospedale. Quindi perchè non sfruttare questa attesa studiando un’alternativa che potrebbe risultare migliore?

Crediamo che la scelta di rifare l’ospedale dov’era, sia una scelta sbagliata, uno spreco di denaro e un’occasione persa per rilanciare il cratere del terremoto.

Per questo noi ci uniamo ai sindaci di Accumoli, Antrodoco, Borbona, Borgovelino, Castel Sant’Angelo, Cittareale, Micigliano, Montereale e Posta e chiediamo a gran voce: Sindaco, metta il Noi davanti all’Io. Faccia rifare l’ospedale lungo la via Salaria e faccia così il bene di TUTTA la comunità terremotata.

cc:
Stefano Petrucci, sindaco di Accumoli
Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice
Alberto Guerrieri, sindaco di Antrodoco
Maria Antonietta Di Gaspare, sindaco di Borbona
Emanuele Berardi, sindaco di Borgovelino
Luigi Taddei, sindaco di Castel Sant’Angelo
Francesco Nelli, sindaco di Cittareale
Emilio Salvati, sindaco di Micigliano
Massimiliano Giorgi, sindaco di Montereale
Serenella Clarice, sindaco di Posta

Referenze:
[1] https://www.google.it/…/terremoto-il-sindaco-di…/943195/amp/
[2] http://www.rietilife.com/…/terremoto-pirozzi-lospedale-ama…/
[3] http://www.rietilife.com/…/lettera-dei-sindaci-ospedale-am…/

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